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Adolescenti & Gambling Online: Quando l’uso di internet diventa un problema

History_of_Online_Gambling“Come avresti fatto a far sparire in due giorni l’intera paghetta dello scorso weekend?”

Alzi la mano chi, da adolescente, non ha mai sentito pronunciare queste parole dai propri genitori.  Attenzione però, perché la risposta potrebbe rivelare problemi ben più grossi di un semplice “eccesso di shopping”: Scoprire che il proprio figlio pratica il gioco d’azzardo (Gambling) su internet (con conseguente perdita di grosse somme di denaro, oltre che di tempo) è al giorno d’oggi un duro colpo per molti genitori.

Fattori come la facile accessibilità e disponibilità della connessione ad internet, la possibilità di giocare in anonimato e le sempre più diffuse promozioni dei cosiddetti giochi “a scommessa” si sono rivelati deleteri negli ultimi dieci anni, contribuendo ad un aumento dei comportamenti di gambling (“gioco d’azzardo”) anche tra i più giovani (Griffiths, 2003; Griffiths & Barnes, 2008). Il gambling negli adolescenti costituisce un fenomeno preoccupante oltre che potenzialmente dannoso, dal momento che questo sottogruppo di persone risulta particolarmente vulnerabile allo sviluppo di comportamenti di addiction. Diversi studi hanno dimostrato l’esistenza di una elevata tendenza negli adolescenti ad adottare comportamenti a rischio, tendenza dovuta sia alla percezione di se stessi come “invulnerabili”, sia all’ignoranza rispetto alle potenziali conseguenze negative del gambling (Derevensky et al., 2003).  Come se ciò non bastasse, ulteriori studi hanno associato l’insorgenza precoce di comportamenti di gambling ad un maggiore rischio di sviluppare problemi di dipendenza, specialmente da internet (Internet Addiction).

Artemis Tsitsika e colleghi (Tsitsika, Critselis, Janikian, Kormas, & Kafetsis, 2010) hanno condotto uno studio trasversale su 484 adolescenti (età media: 14.88 anni) allo scopo da una parte di valutare la prevalenza di gambling praticato su internet ed i suoi effetti sull’emotività e sul comportamento, dall’altra di verificare l’ipotesi che esista una associazione tra internet gambling e uso di internet problematico.

Apriamo una breve parentesi: per essere definita “patologica” o “problematica”, la navigazione in rete deve presentare le tre seguenti caratteristiche:

  • Essere percepita come incontrollabile dal soggetto
  • Provocare distress e significativo dispendio di tempo, con conseguenti difficoltà sociali, occupazionali e/o economiche
  • Essere presente non solo durante episodi di mania o ipomania (Shapira et al., 2000).

Tutti i partecipanti hanno compilato un questionario anonimo online, fornendo informazioni demografiche e indicazioni sulla frequenza di comportamenti di internet gambling, sulla frequenza d’uso di internet e sugli scopi della navigazione. Tramite il Young Internet Addiction Test (Young, 1998) è stata valutata l’occorrenza di un uso di internet problematico (persistenti preoccupazioni quando si è offline, uso compulsivo, problemi comportali in termini di reazioni a distrattori esterni durante la navigazione, cambiamenti emotivi ed impatto sul funzionamento sociale).

Lo Strenghts & Difficulties Questionnaire (Goodman, 1999) ha infine fornito indicazioni sull’adattamento psicologico e sociale conseguente all’uso di internet, e più nello specifico su sintomi emotivi, problemi della condotta, iperattività, problemi coi pari e prosocialità.

Online-Gambling-Games

Il risultato forse più sconcertante è che ben il 15.1 % (n = 73) degli adolescenti esaminati praticava il gambling online (seppur con frequenza diversa: il 54.8% da 1 a 4 volte a settimana, il 45.2% almeno 5 volte a settimana). La frequenza del gambling tra i maschi risultava 2.86 volte maggiore rispetto a quanto riportato dalle femmine. I gamblers riferivano, in media, maggiori problemi di condotta e più alti punteggi alla sottoscala “problemi coi pari” rispetto al gruppo di controllo. Riguardo all’associazione con un uso di internet generalmente problematico, circa un quarto degli adolescenti gamblers superava il punteggio di cutoff per questa variabile.

Sebbene il contesto socio-culturale possa aver influenzato i risultati osservati (tutti i soggetti dello studio erano studenti greci, frequentanti le scuole del distretto urbano di Atene), si tratta di un tasso di prevalenza molto simile a quello riportato dagli adolescenti americani (Petry & Weinstock, 2007). Anche il fatto che il gambling fossero in prevalenza una pratica maschile concorda coi risultati di studi precedenti (Dickinson, Derevensky, & Gupta, 2002; Griffiths, Wardle, Orford, Sproston, & Erens,2009).

Data la presenza di una correlazione tra internet gambling e uso problematico della rete, resta da chiarire se esista una relazione causale tra le due variabili o meno. Mentre è possibile che, da una parte, il gambling possa facilitare lo sviluppo di altri tipi di dipendenze “online” (Griffiths, 1999, 2003), dall’altra è altrettanto probabile che adolescenti con preesistenti problemi di dipendenza da internet si ritrovino a prediligere la rete come mezzo per giocare.

Ci affidiamo a futuri studi per chiarimenti su questa relazione.

Tratto da: www.stateofmind.it



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