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Ansia: farmaci o psicoterapia? Consigli per chi è sempre in allarme

C’è un potente ansiolitico naturale all’interno del cervello. Si chiama neuropeptide Y e svolge la sua preziosa funzione principalmente in una piccola area cerebrale fortemente coinvolta nella regolazione dell’ansia: l’amigdala. Una ricerca pubblicata sulla rivista Biological Psychiatry indica ora che chi ha la fortuna di poter contare su una generosa dotazione di alcuni recettori del neuropeptide Y, i recettori Y1 e Y5, risulta molto meno esposto all’ansia rispetto ad altri individui.
Questo è vero in particolare per il cosiddetto temperamento ansioso, quella forma di ansia cronica che affligge molte persone in maniera continuativa e che espone a un aumentato rischio di sviluppare anche reazioni di tipo depressivo, specie nei casi in cui si sia manifestato già in età precoce.

Meno evidente è invece la relazione tra questi recettori e le manifestazioni ansiose legate a condizioni specifiche di vita, come attacchi di panico, disturbo post-traumatico da stress, ansia sociale e fobie. L’individuazione dei recettori Y1 e Y5 come responsabili del “governo” dell’ansia cronica è dovuta a studiosi americani guidati da Patrick Roseboom, dell’University of Wisconsin School of Medicine and Public Health, che hanno effettuato una ricerca neurobiologica sulle scimmie. Precedenti studi avevano dimostrato una significativa similitudine tra i sistemi di controllo dell’ansia nelle scimmie Rhesus e nell’uomo; in particolare, è stata studiata l’espressione dell’RNA messaggero che codifica lo sviluppo di questi due recettori.

 

Tratto da www.corriere.it. Prosegui nella lettura dell'articolo



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