Loss Program Weight

Psiconline ADV

Dott. Alessandro Fortunato
Arianna Ciamarone


Psiconline®
Settore Advertising
Tel. 085 817699 int.44

 

Contatto Skype
Il mio stato

 

Lunedì / Venerdì
ore 10 -18.30

Chiama per qualunque
esigenza di tipo pubblicitario!
Siamo a tua disposizione
per consigliarti ed aiutarti!

Negli orari in cui non siamo presenti in sede, inviaci una email a:

Psiconlineadvmini

Ti risponderemo al più presto!

 

Psicologo? Psicoterapeuta?

Il tuo nome non può mancare.

Non puoi non farti conoscere da chi ha bisogno della tua professionalità.

Scopri le proposte che ti abbiamo riservato

Home Area Pubblica Disturbo del linguaggio per oltre 570 mila bambini: ecco che cosa fare

pubblicità

Disturbo del linguaggio per oltre 570 mila bambini: ecco che cosa fare

Sono bambini di poche parole. Parlano di rado e male, a volte li capisce soltanto la mamma.
E sono tantissimi. Secondo le ultime stime, presentate a Firenze nel corso del congresso nazionale della Federazione Italiana Logopedisti, nel 10 per cento dei piccoli in età prescolare e nel 5-6 per cento dei bimbi che già vanno a scuola c’è un ritardo o un disturbo del linguaggio: dislessia, disgrafia, disturbi dell’articolazione, dell’eloquio o del linguaggio espressivo sono solo alcuni esempi dei problemi di comunicazione che affliggono, in totale, oltre 570mila bambini italiani a cui si aggiunge il «sommerso» dei figli di genitori stranieri, tuttora di dimensione ignota.
Il primo passo per intervenire e scongiurare le conseguenze negative di un ritardo del linguaggio, che oltre a compromettere l’apprendimento può avere un impatto negativo sullo sviluppo emotivo e il comportamento del bimbo, è riconoscere se qualcosa non va.


«Per farlo bisogna valutare il vocabolario fra i 12 e i 18 mesi: il piccolo dovrebbe essere in grado di dire almeno cento parole, questo basta a farci capire che svilupperà un lessico più complesso in seguito – spiega Tiziana Rossetto, presidente FLI –. Soprattutto, occorre capire se il bimbo ha l’intenzione di comunicare: ci segue con lo sguardo? Anticipa le richieste con i gesti? Sorride, è espressivo? Si tratta di indicazioni che si possono avere osservando il figlio già durante l’allattamento, quando mamma e bambino guardandosi e interagendo stabiliscono il “turno della comunicazione”. Se tutto questo c’è, non bisogna preoccuparsi: il bagaglio di parole crescerà, ma non ci sono i segni per temere un serio disturbo dello sviluppo». L’assenza di comunicatività infatti può essere il segnale di un ritardo del linguaggio specifico o anche secondario ad altri problemi, ad esempio un disturbo dello spettro autistico.

Tratto da www.corriere.it. Prosegui nella lettura dell'articolo



Pubblicità

I cookie ci aiutano a fornirti i nostri servizi.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Maggiori informazioni