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La cura del colore, anche l'ambiente aiuta la guarigione

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Basta con il bianco freddo tipico dei reparti ospedalieri e via libera ai colori caldi e intensi, che inducono il buon umore e riducono l’ansia.
Aspetto troppo spesso sottovalutato, quello delle tinte alle pareti nelle stanze dei degenti, ma forse le cose stanno cambiando. ma forse le cose stanno cambiando.

A fare da apripista del color design è stato l'ospedale Cà Grande Niguarda di Milano che nel 2009 ha ingaggiato un consulente speciale per ridare colore, e calore, alle sue strutture.

Le idee di Jorrit Tornquist, noto architetto della “Teoria del colore” e professore di Design Industriale al Politecnico di Milano, sono state un successo. Il designer austriaco, italiano di adozione, ha elaborato un progetto cromatico per l'ospedale Niguarda, adottando l'uso di colori diversi per reparti e corsie. Perchè, come ha spiegato - “un ospedale deve essere un luogo gradevole accogliente,dove i pazienti ed il personale che vi lavora si sentano a proprio agio”.

Tornquist ha scelto come colori predominanti l’arancio e il verde intenso, molto rilassanti, ideali per le camere di degenza, queste tonalità inafatti aiutano a riequilibrare l' emotività e aumentano la voglia di vivere. Il verde-turchese è stato scelto per le sale operatorie “perché minimizza il rosso del sangue”. Il rosa è il colore dei reparti di ginecologia e per i corridoi colori vivaci come il magenta o rilassanti come il verde. In questa rivoluzione dei colori bandito il rosso che mette agitazione e trasmette senso di pericolo, e anche il blu elettrico, che a parere degli esperti, acutizzare i dolori. “In realtà più che dalla percezione visiva siamo influenzati dal fascio di luce sprigionata e dall'energia elettromagnetica”, ha puntualizzato Tornquist.
Infine le pareti degli spogliatoi per i pazienti in tutte le aree sono in arancio chiaro, un colore vicino al colore della carnagione, per evitare senso di disagio e estraneità.

Inoltre il ruolo dei colori negli ambienti deve essere anche quello di aiutare l'orientamento dei visitatori all'interno dei vari piani e reparti, perciò ad ogni aree è attribuito un tono specifico.
Nell'immaginario collettivo, perchè così è stato in passato, il colore della sanità è sempre stato il bianco ma ora sembra sia stata decretata la sua fine,camerette_collage
troppo asettico e impersonale.

“Negli ultimi decenni – ha spiegato Nicola Orfeo, medico di Direzione Sanitaria - gli architetti hanno affrontato la crescente esigenza di umanizzazione degli ambienti senza trascurare gli aspetti tecnici, manutentivi e igienico sanitari”.
E la cromoterapia non è certo un invenzione, da anni si registra all'interno dei reparti colorati, soprattutto quelli pediatrici, i riflessi positivi della scelta dei colori e non solo da parte dei pazienti ma anche del personale che vi lavora. Insomma il benessere psicofisico è di tutti con un po' di colore in più, ben calibrato e scelto con cura.

Un esperto del potere del colore ci aiuta a capire come funziona la cromoterapia. Franco Cusimano, fondatore dell'Istituto Superiore di Psicologia Vibrazionale a Roma e docente all'Università di Messina dice: “Il colore agisce su di noi anche se abbiamo gli occhi bendati, e perfino sugli altri mammiferi che, diversamente da noi, vedono in bianco e nero: quelle che percepiamo anche solo con il tatto sono le vibrazioni delle miriadi di fotoni di cui è composta la luce”. E per chiarire le idee riporta un esempio a tutti noto: “Sembra strano ma quando compriamo una medicina la cura inizia già con la scatola. Per questo le confezioni di molti antinfiammatori hanno le tonalità calmanti dell'azzurro o del verde. E mai il rosso”.
Il professor Cusimano ha anche messo a punto il S.A.R.A. test, una serie di 94 domande per una diagnosi a colori di sintomi e disturbi, inserite anche nella nuova edizione di Cromoterapia, spiritualità e psicologia.

Tratto da "ItaliaSalute.it"

 



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