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Scuole e teorie in psicologia

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-La scuola Psicoanalitica
si propone come obiettivo lo studio e l'analisi di tutte le manifestazioni motivazionali e dinamiche, che sono meno evidenti, ma che caratterizzano la psiche umana.
La psicoanalisi pone come punto fondamentale l'ipotesi dell'esistenza dell'inconscio, inteso come struttura dinamica più profonda della psiche, posto al di fuori del controllo della coscienza, e che quindi determina il comportamento umano. Infatti sono proprio le forze pulsionali dell'inconscio che spingono l'individuo ad agire psichicamente e adattarsi alla realtà.


La psicoanalisi nasce come un complesso di teorie psicologiche e come una tecnica esplorativa e psicoterapeutica  per spiegare la genesi e lo svolgimento del conflitto psichico che sta alla base del disturbo mentale.
L'innovazione di tale approccio sta nell'aver creato e attivato nuove metodologie, come del colloquio clinico, il metodo delle libere associazioni, l'elaborazione dei sogni, ecc.

-La scuola comportamentista (behaviorismo)
Il comportamentismo è stato una corrente psicologica prevalentemente nordamericana, che solo dopo gli anni cinquanta ha cominciato a diffondersi anche in Europa. L'oggetto di studio è il comportamento manifesto di uomini e animali, inteso come tutto ciò che accade sotto il dominio dell'osservazione. Lo scopo di tale approccio è quello di individuare le leggi che governano la relazione ambiente/comportamento. La spiegazione del comportamento è indagata nelle scambievolezze di stimoli e risposte, valutati come unità di base del comportamento. Per i comportamentisti quindi le azioni posso essere anche controllate e manipolate.

-La scuola cognitiva
questo movimento non è una vera e propria scuola, ma piuttosto una prospettiva, un modo di concepire l'oggetto e il metodo d'indagine della psicologia, che trova nell'enfasi sulla dimensione mentale la sua caratteristica principale. Esso si caratterizza per lo studio dei processi cognitivi, come memoria, linguaggio, attenzione e percezione, e per un particolare modo di concepire la mente.
I cognitivisti pensano all'uomo come a un elaboratore di informazione. Il trattamento delle informazioni viene effettuato dal sistema nervoso centrale, che organizza, elabora e prepara le informazioni e gli stimoli provenienti dall'esterno. Questo approccio si occupa quindi fondamentalmente delle funzioni e della struttura del sistema nervoso e dei processi psichici che controllano l'adattamento dell'organismo all'ambiente, tralasciando l'influenza dei fattori sociali, storici, e culturali. Lo scopo  cardine della scuola cognitivista è quello di elaborare micromodelli che spieghino il funzionamento della mente prendendo come riferimento i processi informatici.

-La scuola cognitivo-comportamentale
nasce dall'intento di costruire una scienza psicologica che condividesse le caratteristiche di esattezza e obiettività tipiche delle scienze più avanzate, quali la biologia e  la fisica.

 

Tale scopo fu raggiunto dopo aver limitato l'oggetto di studio a ciò che è intersoggettivamente osservabile,ovvero il comportamento e aver messo da parte lo studio dei processi mentali.Da qui lo studio del comportamento come insieme di riflessi che permettono all'individuo di interagire costantemente con l'ambiente circostante.

-La scuola sistemico-relazionale-familiare
ritiene di poter indagare il mondo psichico a partire dal sistema della comunicazione, regolato dalle leggi della totalità, per cui il mutamento di una parte genera il mutamento del tutto, anche rispetto alla retroazione dove ogni cosa è influenzata e può influenzare, per cui ogni sistema è la maggiore spiegazione di se stesso.

-La scuola transazionale
è di derivazione psicoanalitica; Questa analisi lavora per riequilibrare i rapporti, studiando le dinamiche relazionali e le strategie comunicative in cui sono coinvolte 'transazioni' dell'Io diunxvgdz5
una persona con quello di un'altra.
Si ipotizza che il comportamento umano si regoli attorno a tre stati dell'Io: genitore(in cui collochiamo emozioni,e modelli di comportamento), adulto (rapporto con la realtà nel presente) e bambino(in cui depositiamo emozioni e schemi comportamentali del nostro passato).
Il benessere e l'equilibrio dipendono dall'integrazione tra questi tre stadi.

-La scuola gestaltica
gli esponenti di questa scuola sostenevano che il sistema percettivo fosse un'organizzazione costituita dall'interazione tra le singole parti. Questa organizzazione è propria dell'esperienza percettiva, che trova il suo equivalente nel sistema nervoso, il quale a sua volta è caratterizzato da interazioni tra le sue parti. In quest'ambito si analizzano i processi del comportamento umano, come i processi motivazionali e relazionali, che difficilmente si studiano a livello scientifico.Fondamentale è l'interazione che il soggetto riesce a stabilire con l'ambente circostante, poichè il comportamento è in funzione di quest'ultimo.

-La scuola rogesiana
ritiene che ogni uomo viva in un mondo di esperienze di cui è egli stesso il centro. Questo mondo è il suo campo percettivo attraverso il quale l'uomo cerca la soddisfazione dei propri bisogni.
Punti importanti della terapia rogesiana sono: la congruenza (il terapeuta deve essere in contatto con la sua esperienza durante i colloqui) l'accettazione incondizionata (il terapeuta deve accettare l'altro in tutta la sua visione del mondo) l'empatia (capacità del terapeuta di immedesimarsi nel paziente)

-La scuola umanistica-esistenziale-transpersonale
spiega che le motivazioni di ogni soggetto sono promosse da valenze non quantificabili, come il bisogno di esplorazione, creatività, ecc.
Comune a tutte queste applicazioni delle teorie della scuola umanistica-relazionale è la convinzione che la persona possa essere studiata interamente, senza preconcetti e che più dell'interpretazione concettuale servano la conoscenza e l'esperienza.



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